Una stele per non dimenticare: Andria ricorda le vittime del Covid-19

Il Covid-19 si abbatté sulla comunità andriese con una durezza spietata, lasciando ferite profonde nel tessuto sociale e nell’anima collettiva della città. Una pandemia senza precedenti, capace di spezzare vite di ogni ceto ed età, ma che colpì con particolare violenza le generazioni più anziane — custodi silenziose della memoria e dei valori più radicati della comunità locale.

Per onorare quanti non ci sono più e tenere viva la memoria di quel periodo buio, in occasione della Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Epidemia di Coronavirus, l’Azienda Municipalizzata e la Civica Amministrazione hanno organizzato una cerimonia commemorativa per mercoledì 18 marzo presso il Camposanto cittadino. Il programma prevede, alle ore 10, una Santa Messa in suffragio nella Cappella Comunale, presieduta dal Vescovo Diocesano Mons. Luigi Mansi, seguita alle ore 11 dallo scoprimento di una Stele commemorativa dedicata a tutte le vittime andriesi del virus.

«Andria pagò un prezzo elevatissimo — ha ricordato Antonio Griner, amministratore unico di Andria Multiservice —: 306 vittime accertate, quasi certamente sottostimate, nel periodo compreso tra l’11 marzo 2020 e il 5 aprile 2022. Questo spazio e questa Stele vogliono restituire, almeno simbolicamente, quell’abbraccio che fu brutalmente negato: quello che famiglie e affetti non poterono dare ai loro cari, strappati alla vita nel silenzio imposto dalle rigide restrizioni del lockdown. Un gesto di memoria, certo, ma anche un atto concreto di vicinanza, per alleviare il dolore di chi non poté essere presente nell’ora più difficile».

«Attorno a questa stele abbiamo voluto creare un luogo che fosse insieme memoria, raccoglimento e preghiera», ha sottolineato la sindaca Giovanna Bruno. «Un luogo che ricordi l’ingiustizia subita da chi si spense nella solitudine più assoluta, lontano dagli affetti, senza una benedizione né un rito funebre. Corpi avvolti in sacchi anonimi, bare sigillate, addii negati. Nel ricordo di quella umanità violata, la comunità andriese riunisce oggi, in questo spazio, la memoria di tutti i suoi figli strappati inesorabilmente alla vita e consegnati a una morte priva di ogni pietà».

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